NON ABBIAMO FATTO ALTRO CHE CERTIFICARE UN APPROCCIO AL LAVORO CHE DA SEMPRE CI CONTRADDISTINGUE E CHE ABBIAMO SEMPRE CONSIDERATO "ONESTO E PULITO", IN PERFETTO EQUILIBRIO CON IL TERRITORIO. Nei punti delineati di seguito si può vedere come il nostro metodo di lavoro sia molto più rigido di quello richiesto per l’agricoltura biologica. La certificazione è stata un’occasione per metterci ufficialmente alla prova, e per garantire al cliente la presenza di un organismo esterno che effettua dei controlli in azienda.
Siamo un’azienda che ha scelto di vendere prodotti esclusivamente di propria produzione ottenuti da soli alveari posti in zone di montagna; unico prodotto di provenienza esterna all’azienda è la cera d’api destinata alla realizzazione delle candele e degli oggetti d’artigianato; tutte le partite acquistate sono cerificate come nazionali. NON abbiamo fatto nostra l’ormai diffusa prassi di ridurre i costi di produzione acquistando cera extracomunitaria;
Non abbiamo alveari in zone dove colture fruttifere o orticole possano
causare inquinamenti del miele a seguito di trattamenti pesticidi,
antiparassitari, fungicidi ecc. Per scelta aziendale, al fine di
garantire la migliore qualità possibile del nostro miele, NON
EFFETTUIAMO NESSUN SERVIZIO DI IMPOLLINAZIONE PRESSO IMPIANTI
FRUTTIFERI;
Siamo sottoposti a regime di controllo da parte di CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) come da Reg. CEE 2092/91 in materia di agricoltura biologica;
Il miele, così come la pappa reale e il polline, non sono sottoposti a trattamenti di nessun genere;
Non abbiamo alveari a distanze inferiori ai 3 km da autostrade, nei pressi di zone fortemente urbanizzate e nelle vicinanze di zone industrializzate;
Frapponiamo sempre l’escludi regina tra i nidi e i melari: questa griglia d’acciaio inossidabile calibrata permette solo alle api operaie e non alla regina la salita a melario: il melario è il 'contenitore' del miele che verrà raccolto dall’apicoltore. Perché vogliamo impedire alla regina di salirvi? Perché salendovi vi deporrebbe covata: di conseguenza ci troveremo ad avere durante la smielatura dei favi molto scuri perché le api che sono state allevate all’interno delle celle vi avranno lasciato delle scorie: sarebbe come avere un vino pregiato in una botte usata precedentemente per un materiale scadente. Inoltre le api tendono a depositare polline nei pressi della covata;
Per le operazioni di filtraggio del miele sono usati appositi prefiltri d’acciaio INOX con maglie di diametro 0,4 mm e successivamente filtri a sacco di nylon alimentare con maglie di 0,1 mm;
Usiamo nei nidi e nei melari solo pura cera d’opercolo senza residui di prodotti chimici di sintesi, come comprovato dalle analisi periodiche di laboratorio effettuate da CCPB;
Per la lotta all’acaro varroa destructor usiamo solo prodotti naturali (acidi organici);
Non vengono usati prodotti artificiali per la coibentazione invernale
degli alveari;
Effettuiamo la prevenzione dello sviluppo di Galleria Mellonella nei favi di cera conservati in magazzino con soli prodotti e metodi naturali come temperatura controllata (congelamento) e Bacillus thuringiensis;
Per l’alimentazione autunnale delle colonie usiamo solo prodotti certificati da agricoltura biologica; non facciamo uso di nessun tipo di surrogato del polline;
Su richiesta qualsiasi nostro cliente può visitare i nostri alveari, i nostri locali di lavorazione (rispettando le norme igienico sanitarie) e il nostro magazzino, in modo da 'toccare con mano' e verificare il nostro metodo di lavoro.
Al di là di quelli che possono essere gli accorgimenti tecnici, siamo sempre più convinti che il punto cardine della nostra azienda sia la decisione di porre al primo posto qualità delle produzioni e rispetto dell’ambiente. Siamo anche convinti che il rispetto dell’ambiente non possa essere in nessun caso strumentalizzato o utilizzato per migliorare l’immagine di un’azienda: semplicemente ci è sempre sembrato un punto naturale ed indiscutibile. Non ci siamo mai posti problemi come "ma conviene?" o "ma rende?": è naturale porlo alla base del nostro lavoro come è stato da sempre naturale porlo alla base del nostro modo di vedere e di vivere la montagna.