Agriapistica Alpina

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Bio-fattoria didattica
Corsi di Apicoltura


<<L’educazione non è come riempire un secchio,
ma come accendere un fuoco>>
William Butler Yeats
Poeta irlandese, premio Nobel nel 1923

Come si articola la nostra offerta didattica alle scuole:

Obiettivi:

Trasmettere il senso della STAGIONALITA’ che accompagna la vita dell’agricoltore, far scoprire e TOCCARE CON MANO la nostra azienda e i suoi componenti fondamentali, gli animali; ricordare alle scolaresche che l’agricoltura non è da considerare solo come rapporto uomo-animale ma anche come rapporto uomo-terra (fienagione e lavoro nei campi per esempio): questa "classificazione" apparentemente distinta è però riassumibile nella visione generale del rapporto uomo-Terra (con la T maiuscola!), che specialmente i più giovani riescono ad afferrare molto bene se si porta alla loro attenzione il concetto di Madre Natura.

pastori in transito nel centro di Por Questo contesto è inserito all’interno di un paesaggio e di una tradizione montanara arrivata fino a noi ma che affonda le sue radici molto lontano nel tempo e si è sempre basata sul concetto di prendere alla Natura solo il necessario, contrariamente a quello che succede oggi in molte parti del nostro Paese dove si forza sempre più la mano per ottenere produzioni maggiori, dimenticandosi spesso e volentieri che sarà in futuro chi viene dopo di noi a raccogliere i frutti della pessima gestione fatta nel presente; ne sono un esempio lampante molti territori in cui l’uso scriteriato e massiccio di prodotti chimici ha provocato oltre all’impoverimento del terreno anche il suo inquinamento e quello delle falde acquifere.

Insegnare ai bambini la cura della montagna, la necessità di tenerla pulita e in ordine; saper ascoltare i suoi suoni per stimolare la fantasia, la creatività, la poesia.
Cercare la "nascosta naturalità" della montagna, dice l’ertano Corona.

I nostri percorsi:

  1. EDUCAZIONE AMBIENTALE: educare al rispetto ambientale, tramite la conoscenza della tradizione agricola di montagna. Aiutare scolari e studenti a capire quali potrebbero essere le conseguenze di una gestione scriteriata del territorio. Delineare sul campo il ruolo che può avere l’agricoltore di oggi nella salvaguardia del nostro ecosistema. Il taglio delle foreste per farne legna da ardere o da costruzione: perché è necessaria una gestione attenta del bosco secondo criteri ecocompatibili.
    Uno dei grandi problemi di questo secolo sarà la salvaguardia delle ultime foreste primarie: <<Innanzitutto cosa sono le foreste primarie? “Con il termine foreste primarie s’intende quell’insieme d’ecosistemi forestali sviluppatisi spontaneamente nel corso dei millenni. I diversi alberi delle foreste primarie si sono formati attraverso i secoli all’interno dell’ambiente circostante, nel quale vivono in perfetta armonia (a differenza degli alberi di piantagione). Le foreste primarie custodiscono il tesoro del pianeta: esse conservano più della metà della diversità biologica (dei tipi di animali e di piante). Questa biodiversità e l’affascinante relazione tra specie diverse in un unico grande ambiente naturale, rende le foreste così preziose”. Ma è possibile una gestione sostenibile del bosco? Fortunatamente non tutto il legno proviene dalla distruzione delle foreste primarie: “produrre legno senza danneggiare le foreste è possibile: si tratta di “imitare” processi che avvengono comunemente nelle foreste naturali […] Il legno certificato FSC garantisce che la foresta è stata gestita correttamente e che non subirà alcun danno dall’estrazione di legno>> [tratto dal sito www.greenpeace.it/foreste]. Nel sito di greenpeace, grazie al progetto “kids for forest” [www.greenpeace.it/kids/] c’è la possibilità di scaricare in pdf la “Guida alla scelta del legno” e il “Kit difesa delle foreste”.
    Il popolo del bosco: quali sono le piante, il loro uso, le proprietà, la storia. L’acqua, grande risorsa del nostro territorio: lo sfruttamento idroelettrico: possono i grandi bacini di contenimento convivere con l’ecosistema senza distruggerlo o modificarlo irreparabilmente? Possiamo rispondere di si, ma anche qui la gestione dei fiumi deve essere costante e attenta. I ghiacciai, una grande risorsa e dei grandi regolatori dell’ecosistema terrestre che rischiano di scomparire sotto i colpi della nostra civiltà moderna, che così bene riesce a gestire hardware e software ma che per la maggior parte si disinteressa di problemi come quello dello scioglimento dei ghiacciai (non solo alpini ma anche quelli del Polo Nord, dell’Alaska, dell’Antartide, tutti insomma!); sappiamo veramente qual è il rischio reale che corriamo se non ci impegnamo a cambiare decisamente rotta? Gli animali selvatici delle Alpi: il gallo cedrone, l’aquila, l’astore, i falchi, il capriolo, il cervo, la lince, la volpe, la martora, la lepre, la faina, il camoscio, il francolino di monte, la coturnice alpina, il tordo, il merlo, il fringuello, il picchio, il gallo forcello, il tasso, il ghiro, l’orso, il gufo, la civetta, il corvo imperiale e molti altri popolano da centinaia di migliaia di anni le nostre montagne: i ragazzi ignorano la presenza della maggior parte di questi abitanti delle nostre foreste.

  2. APICOLTURA: pochi sono a conoscenza del fondamentale ruolo svolto dagli insetti impollinatori: è grazie a loro se oggi sul nostro pianeta è garantita l’impollinazione (che per le piante equivale alla fecondazione), e dunque la sopravvivenza di circa 200.000 specie di piante da fiore (Angiosperme come le conifere, le latifoglie ecc). Ha scritto Albert Einstein: “Se le api dovessero scomparire, all’umanità resterebbero solo quattro anni da vivere”.
    Con le lezioni di preparazione in classe e le visite sul campo (apiario e laboratorio) suscitiamo l’interesse e l’immaginazione di bambini e ragazzi: per loro il mondo delle api è un’incognita: anche per i più scettici sarà un’emozione avviarsi alla sua scoperta. I prodotti dell’alveare sono un SENSAZIONALE ESEMPIO di come sia possibile un rapporto uomo-natura veramente sostenibile. Inoltre nella nostra azienda gli studenti delle scuole superiori possono scoprire come il sistema di allevamento e selezione dell’ape regina possa inserirsi nel panorama di tutela della biodiversità in apicoltura. L’apicoltura è l’attività che ci consente di essere un’AZIENDA VERA, e non solo una specie di “museo” per i visitatori; con 130 alveari, situati nei periodi della produzione esclusivamente in zone di montagna (da dicembre a marzo una sessantina sono trasportati a Riva del Garda per favorirne lo svernamento in un clima più mite), riusciamo ad avere una discreta produzione di miele, a cui affianchiamo polline e propoli. La pappa reale, molto più impegnativa e nel nostro contesto molto meno redditizia ricopre invece una produzione minima ma di altissima qualità.

  3. GEOLOGIA E BOTANICA: in un ambiente ricco come le nostre montagne, segnate dai percorsi dei ghiacciai, la ricchezza vegetale, animale e geologica permette di mostrare ai ragazzi come l’ equilibrio all’ interno della natura sia stato possibile per milioni di anni, nonostante eventi apparentemente catastrofici come le glaciazioni.

  4. IL FRUMENTO, DAL CHICCO AL PANE: abbiamo deciso di proporre anche la “storia” di questo cereale, che ha accompagnato per secoli, insieme a mais, orzo, grano saraceno e dopo la scoperta dell’America la patata, la vita del contadino di montagna. Dopo la semina autunnale il frumento già alto una decina di centimetri riposa sotto la neve, per poi riprendere la sua crescita in primavera. Attraverso la lavorazione tradizionale dei suoi chicchi ci è possibile mostrarvi come era effettuata la mietitura fino a cinquant’anni fa, quando il frumento era ancora una delle principali fonti di sussistenza nelle nostre vallate. Cerchiamo di trasmettere ai visitatori il carattere già sottolineato della stagionalità delle produzioni: i bambini sono ormai talmente abituati ad andare al supermercato e acquistare qualsiasi frutto o ortaggio in qualsiasi periodo che arrivano a pensare che quel frutto o quell’ortaggio sia quasi “fabbricato”. Noi vogliamo invece sottolineare come in agricoltura non sia possibile accendere una macchina e produrre in qualsiasi momento vi sia una richiesta, ma come l’ impostazione del lavoro sia subordinata all’ inesorabile ritmo delle stagioni.

I corsi di Apicoltura

controllo del volo delle bottinatrici in apiario Con La partecipazione ai nostri CORSI DI APICOLTURA intendiamo avvicinare più persone possibile al mondo delle api, di cui ormai in qualche modo ci sentiamo parte. Le giornate “sul campo”, nei nostri apiari e nel nostro laboratorio, permetteranno ai principianti di apprendere le conoscenze necessarie per intraprendere un’attività hobbistica, mentre per i più esperti sarà un’occasione per approfondire e affinare le conoscenze tecniche di allevamento e di una sana e attenta selezione.

  1. Articolazione dei corsi
    Da uno a sei partecipanti.

  2. Svolgimento
    In apiario con la partecipazione diretta al lavoro. Voglio dare a chi si avvicina all’apicoltura gli strumenti di base per poter gestire tranquillamente l’apiario. Sono convinto che per chi ha la volontà di imparare sia indispensabile poter mettere le mani negli alveari.

  3. Argomenti trattati
    Gestione aziendale: i corsisti potranno apprendere come si organizza il lavoro all’interno dell’azienda; dalla pianificazione di inizio stagione alla programmazione periodica delle operazioni in apiario e in laboratorio.

    Il lavoro in apiario. La gestione degli alveari in alcuni momenti fondamentali come la ripresa primaverile, la prevenzione della sciamatura, la posa dei melari, i trattamenti antivarroa e l’ invernamento. Gestire un apiario privilegiando la prevenzione di alcune patologie dell’apis mellifera come peste americana e europea (tutti i nostri apiari sono indenni da queste gravi patologie: nessun caso di peste è mai stato riscontrato nei nostri alveari). Lotta biologica all’ acaro varroa destructor. La covata calcificata e il nosema apis: come evitare la diffusione di queste malattie con un corretto invernamento e un’attenta gestione primaverile.

    La produzione di pappa reale: la scelta delle colonie di allevamento, l’operazione del traslarvo, come favorire un’ottima accettazione degli innesti grazie a una buona rimonta.

    L’allevamento delle api regine. Principi dell’allevamento in purezza. Gestione delle colonie allevatrici e dei nuclei di fecondazione. Come creare un semplice programma di selezione partendo da regine già selezionate.

  4. Periodi
    primavera, estate, autunno.

Si studieranno percorsi diversi in base all’ esperienza dei partecipanti.
Contattatemi per i costi e l’ organizzazione dei corsi fornendomi, se già ne avete un’ idea, quali sono gli argomenti che desiderate affrontare o approfondire.




AGRIAPISTICA ALPINA DI Festi Romeo
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