Vi invitiamo a scoprire la nostra azienda:
abbiamo cercato di illustrarne le linee essenziali in queste pagine.
Contattateci per qualsiasi informazione: saremo lieti di rispondervi.
<<La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui tratta i suoi animali>>
Mahatma Gandhi
Significa essere consapevoli di vivere e lavorare in un ambiente che dovremo consegnare alle future generazioni senza sentirci dire che abbiamo irreparabilmente danneggiato quello che la natura ha costruito in milioni di anni.
Significa rispettare i nostri animali, seguirli costantemente in un rapporto reciproco che ci consente di sfruttare a nostro vantaggio il surplus delle loro produzioni grazie al nostro lavoro; questo senza intraprendere sulle razze che alleviamo selezioni scriteriate votate solo a maggiorare produzioni e guadagni ma poco attente al benessere animale.
Significa essere consapevoli di vivere in un territorio montano dove la storica presenza dell'uomo ha dato origine a una cultura e una tradizione che faceva dell'equilibrio uomo natura il suo pilastro fondante.
Significa essere spaventati dal fatto che questa cultura sta diventando sempre più marginale ed oggi è più che mai necessario l'impegno di tutti per evitare che scompaia irreparabilmente.
Anche per questo ci stiamo
impegnando in un lavoro di Bio-fattoria didattica, grazie al quale
cerchiamo di trasmettere ai visitatori
il
nostro rispetto per gli
animali e più in generale per il territorio che ci ospita;
cerchiamo di spiegare che I NOSTRI PRODOTTI SONO IL FRUTTO DI
UN
IMPEGNO SERIO E COSTANTE, E RAPPRESENTANO L'ESSENZA DELLE NOSTRE
MONTAGNE.
Noi diciamo di si, purchè l’impegno sia di tutti: delle istituzioni, delle aziende (siano esse agricole o meno), ma soprattutto della gente, sia quella dei paesi di montagna che quella di città.
CONDIVIDERE I NOSTRI PRINCIPI ETICI, quei valori di rispetto e semplicità che hanno permesso all’uomo di vivere per millenni in simbiosi con la Terra. · L’Etica che seguiamo nel lavoro di tutti i giorni è trattata in questo sito nello spazio dedicato a “Il nostro metodo di lavoro”. Siamo però convinti che la strada della non violenza tracciata da personaggi come Monty Roberts, John Lyons, Linda Tellington-Jones e molti altri sia l’unica realmente percorribile per affrontare con un nuovo e affascinante spirito di collaborazione le nostre sfide con questi eccezionali compagni di lavoro: la cosa veramente ecclatante è che I RISULTATI LO DIMOSTRANO! Provare per credere!
Purtroppo
anche in
provincia di
Trento quasi tutti i politici sono ancora insensibili ai problemi che
soffocano LE PICCOLE AZIENDE AGRICOLE DI MONTAGNA come la nostra, che
cercano in un clima di derisione di mantenere viva
un’agricoltura che offre prodotti di altissima
qualità.
Dice Mauro Corona nel suo CD
“La Montagna” (inciso nel 2002 in occasione
dell’Anno Internazionale della Montagna), riferendosi allo
spopolamento e alla situazione dell’agricoltura montanara in
Carnia:
I montanari se ne vanno
perchè: sono
delusi, stufi, arrabbiati. La colpa sta soprattutto in alto, in chi ci
guida, in coloro che decidono per noi, in una parola i politici. Forse
non lo fanno apposta, è che non conoscono i problemi, e non
hanno fantasia per cavare soluzioni che tengano l’uomo legato
alla montagna. VIVERE IN MONTAGNA E’ FATICA, occorre
agevolare il più possibile coloro che sgobbano sulle Alpi.
Mettiamo che un ragazzo abbia passione per il bestiame: possiede tre
vacche; lavora giorno e notte, sabato e domenica, Pasqua e Natale,
senza ferie perché le vacche non si possono parcheggiare
come motociclette, e alla fine cosa scopre? Scopre che guadagna come il
coetaneo che sta in fabbrica, che ha il sabato e la domenica liberi, le
ferie pagate, la tredicesima, nessuna responsabilità e in
più il titolare gli offre anche un congruo anticipo per
farsi l’automobile. Non solo, ma si accorge anche che il suo
lavoro è ostacolato da leggi, leggine, pastoie, cavilli, che
lo soffocano, lo imbrigliano, lo deludono. Alla fine molla tutto e va
giù in pianura, a montare lenti di occhiali o a fare
lavatrici, che gli conviene. […]
Ci
si avvilisce ad
arrancare senza salire. E’ come camminare su per un ghiaione,
un passo in su e tre in giù. Se continua così
dovremo andarcene tutti dalla montagna, da quella povera, da quella non
alla moda, ma ce ne andremo guardando in faccia i politici, li
guarderemo negli occhi, affinché sappiano che sappiamo, e
che di loro non abbiamo più alcuna stima, ne fiducia. Li
ringrazieremo sorridendo, con il sorriso ironico dei vinti
[…]