Agriapistica Alpina

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Vi invitiamo a scoprire la nostra azienda:

abbiamo cercato di mostrarvi le linee essenziali in queste pagine.

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Il nostro modo di fare apicoltura: l’equilibrio necessario

<<La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui tratta i suoi animali>>
Mahatma Gandhi

Vivere e lavorare in montagna presuppone l’essere consapevoli di trovarsi a stretto contatto con un ambiente che avremo il compito consegnare intatto alle future generazioni. Rendersi conto o sentirsi dire di aver irreparabilmente danneggiato quello che la natura ha costruito in milioni di anni sarebbe un'irrimediabile sconfitta. L'uomo crea, trasforma, rimodella la montagna. Non danneggiarla resta l’imperativo fondamentale.

Visita agli alveari

Il rispetto per le molteplici forme di vita che popolano un ambiente unico e ancora incontaminato ci induce a ricercare continuamente un equilibrio che riteniamo necessario. Impensabile intraprendere sulle razze che alleviamo selezioni scriteriate votate solo a maggiorare le produzioni. Impensabile l’utilizzo massiccio di prodotti chimici dall’impatto ambientale tanto negativo quanto sottovalutato: utilizzo indiscriminato, spesso incontrollato, ingiustificato e peraltro dettato spesso dall’ignoranza e dall’abbandono delle buone pratiche di allevamento.

Non possiamo non considerare il fatto di vivere in un territorio montano dove la storica presenza dell’uomo ha dato origine a una cultura e una tradizione che faceva dell’equilibrio uomo natura il suo pilastro fondante. Non sono ancora del tutto chiare quali saranno le conseguenze a lungo termine di quella che è senza dubbio la rottura ormai irrimediabile di questo equilibrio. L’inesorabile ritiro dei ghiacciai alpini, che consideravamo eterni, sono un monito per chiunque sappia ancora ascoltare, per tutti coloro che abbiano ancora l’umiltà di non farsi beffe di una Natura che a dispetto della sua apparente tranquillità ha dimostrato di poter reagire in qualsiasi momento, spesso improvvisamente e con una forza micidiale ed incontrollabile.

Siamo consapevoli di essere parte di una società in cui la ricerca di un equilibrio con la Natura non sia mai considerato una priorità. Anzi, vediamo come spesso non sia considerato nemmeno un problema degno di essere discusso e affrontato. È sempre più difficile trasmettere la consapevolezza dell’urgenza di porre la Natura e NON l’uono al centro del nostro vivere quotidiano. Se ci poniamo in un’ottica globale l’attenzione alla situazione ambientale sta diventando sempre più marginale ed oggi è dunque più che mai necessario l’impegno di tutti per evitare da un lato che scompaiano irreparabilmente molte specie viventi ormai sull’orlo dell’estinzione, ma dall'altro è fondamentale che ognuno di noi prenda consapevolezza dell'importanza di vivere in equilibrio con un ambiente che può essere preservato anche raccogliendo da esso ciò che è necessario per vivere dignitosamente.

Abbiamo scommesso sul concetto di azienda come realtà che valorizza il territorio e ci dissociamo da quello di azienda che sfrutta il territorio

Proprio per questo ci siamo impegnati fin dall'inizio, 10 anni fa, quando fondammo l'Agriapistica Alpina, in un lavoro di sensibilizzazione attraverso le visite all'azienda e attraverso un’attività di Bio-fattoria didattica. Rappresentano il modo attraverso il quale cerchiamo di trasmettere ai visitatoriSmielatura: RITA DISOPERCOLA I FAVI CHE VERRANNO POI SMIELATI. l' importanza del rispetto per il territorio in cui viviamo, lavoriamo e in cui passiamo il nostro tempo libero; cerchiamo di spiegare che I NOSTRI PRODOTTI SONO IL FRUTTO DI UN IMPEGNO SERIO E COSTANTE, E RAPPRESENTANO L’ESSENZA DELLE NOSTRE MONTAGNE. I corsi di apicoltura, le visite guidate e i percorsi didattici in azienda con le scuole, sono ora uno dei pilastri che ci hanno consentito di sviluppare al meglio le nostre attività, peraltro con ottimi risultati, soprattutto in termini di soddisfazione. Abbiamo sempre lavorato volentieri con i ragazzi delle scuole, che a dispetto della loro inesperienza sanno dimostrare un grande stupore e un grande rispetto per la natura, in tutte le sue forme. Smielatura: INSERIMENTO DEI FAVI NELLO SMIELATORE.

E’ possibile uno SVILUPPO SOSTENIBILE?

Siamo sicuri di poter rispondere "SENZ’ALTRO SI"; anche il nostro impegno in questo senso, ormai decennale, può indicare una delle molteplici vie che possono essere seguite per promuoverlo. Il grande obbiettivo è trasmettere, attraverso una costante e mai invadente sensibilizzazione, la necessità di come un impegno in tal senso dovrebbe essere di tutti: delle istituzioni, delle aziende (siano esse agricole o meno), ma soprattutto della gente, sia quella dei paesi di montagna che quella delle città.

Parlare di "principi etici" può essere frainteso e rischia spesso di far sconfinare la discussione in dissertazioni filosofiche con poco senso e poca utilità. Preferiamo perciò parlare dei valori che contraddistinguono chi ha scelto uno stile di vita che amiamo definire "pulito", contraddistinto da rispetto e semplicità. Uno modo di vivere sobrio che ha permesso all’uomo di vivere per millenni in simbiosi con la Montagna. Ora abbiamo la possibilità di vivere a contatto con una Natura ancora ricca utilizzando i vantaggi dell’era della tecnica: spetta a noi utilizzare nel modo giusto la conoscenza acquisita e l’esperienza sviluppata.

La Montagna

Nella prima versione del sito internet del 2003, scrivevo: "Purtroppo anche in provincia di Trento quasi tutti i politici sono ancora insensibili ai problemi che soffocano LE PICCOLE AZIENDE AGRICOLE DI MONTAGNA come la nostra, che cercano in un clima di derisione di mantenere viva un’agricoltura che offre prodotti di altissima qualità". Ora sono certo che quello che pensa la politica o quello che pensano le istituzioni è senza dubbio irrilevante. E’ invece molto più importante e ci ha riservato grandi soddisfazioni renderci conto che in fin dei conti possiamo tranquillamente lavorare anche senza l’aiuto delle istituzioni: abbiamo scoperto che a credere nella nostra azienda e nel nostro modo di operare sono stati, fin dall'inizio, gli amici, quelli veri, e soprattutto i nostri numerosi clienti. Penso a come 10 anni fa si era creato una sorta di totoscommesse su quanti mesi saremo durati prima di chiudere "baracca e burattini", come dicevano in tanti. Sorrido allegramente e non posso non pensare ad un grandissimo rocker italiano che ci ha fatto cantare a squarciagola: "E’ già. Io sono ancora quà! Sembrava la fine del mondo... ma sono ancora quà! Ci vuole abilità. E’ già."

Dice Mauro Corona nel suo CD “La Montagna” (inciso nel 2002 in occasione dell’Anno Internazionale della Montagna), riferendosi allo spopolamento e alla situazione dell’agricoltura montanara in Carnia: I montanari se ne vanno perchè: sono delusi, stufi, arrabbiati. La colpa sta soprattutto in alto, in chi ci guida, in coloro che decidono per noi, in una parola i politici. Forse non lo fanno apposta, è che non conoscono i problemi, e non hanno fantasia per cavare soluzioni che tengano l’uomo legato alla montagna. VIVERE IN MONTAGNA E’ FATICA, occorre agevolare il più possibile coloro che sgobbano sulle Alpi. Mettiamo che un ragazzo abbia passione per il bestiame: possiede tre vacche; lavora giorno e notte, sabato e domenica, Pasqua e Natale, senza ferie perché le vacche non si possono parcheggiare come motociclette, e alla fine cosa scopre? Scopre che guadagna come il coetaneo che sta in fabbrica, che ha il sabato e la domenica liberi, le ferie pagate, la tredicesima, nessuna responsabilità e in più il titolare gli offre anche un congruo anticipo per farsi l’automobile. Non solo, ma si accorge anche che il suo lavoro è ostacolato da leggi, leggine, pastoie, cavilli, che lo soffocano, lo imbrigliano, lo deludono. Alla fine molla tutto e va giù in pianura, a montare lenti di occhiali o a fare lavatrici, che gli conviene. […] Ci si avvilisce ad arrancare senza salire. E’ come camminare su per un ghiaione, un passo in su e tre in giù. Se continua così dovremo andarcene tutti dalla montagna, da quella povera, da quella non alla moda, ma ce ne andremo guardando in faccia i politici, li guarderemo negli occhi, affinché sappiano che sappiamo, e che di loro non abbiamo più alcuna stima, ne fiducia. Li ringrazieremo sorridendo, con il sorriso ironico dei vinti […]

Quello che ci sentiamo di dire a chi abbia intenzione di intraprendere un’attività simile alla nostra è di rendersi liberi da ogni vincolo istituzionale e politico. Consigliamo di limitare gli investimenti all’indispensabile ma di non lesinare in formazione. Se siamo usciti vincenti da 10 anni di problemi che spesso sembravano insormoantabili è solo grazie alla professionalità che ci siamo creati giorno dopo giorno, anno dopo anno. PROFESSIONALITA’ ed ESPERIENZA sono il bagaglio necessario per poter intraprendere un’attività d’impresa in un territorio che possiamo definire senza dubbio povero di risorse ma ricchissimo di un patrimonio naturale che ci pone in una cornice assolutamente unica e inimitabile.




AGRIAPISTICA ALPINA DI Festi Romeo
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